Artigianato

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Parlare di patrimonio culturale significa parlare non solo di monumenti, di opere d’arte, di paesaggi incontaminati, di storia ma anche di usi, costumi, tradizioni e artigianato che fanno della Calabria e delle sue Provincie luoghi unici, ognuno con colori, sapori ed esperienze irripetibili. Ed è un mondo quello dell’artigianato, che vive la ricchezza delle proprie identità senza richiamare atteggiamenti di nostalgia e/o di rimpianto e che ha saputo riconvertirsi, da attività svolta per l’autoconsumo della propria comunità, a vero e proprio settore economico pur tenendo invariate quelle forme di artigianato d’arte le cui creazioni non cessano di diversificarsi e di raffinarsi.

Gli oggetti dell’artigianato tradizionale Calabrese, autentica espressione della variegata territorialità della Nostra Terra, riguardano i seguenti settori:

La tessitura

TessituraTale settore ha origini antichissime e riguarda la lavorazione della lana, del lino, del cotone e in alcune zone anche della ginestra. Nei primi del novecento anche la lavorazione della seta è stata importante, seta che negli anni 30 era prodotta nelle zone collinari del Cosentino e a Paola. Punti di eccellenza sono Bivongi, dove si realizzano le cosiddette coperte pezzate; San Giovanni in Fiore, per gli originali tappeti annodati a nodo persiano; Longobucco, per le colorate coperte realizzate a punto del giudice o vigna; i paesi Arbëreshë dove i costumi delle donne sono fatti con trapunte d’oro e d’argento; Tiriolo, famoso per gli scialli in lana a fondo nero e con contorni coloratissimi detti varacalli.

L’oreficeria

orificeriaIn tutta la Calabria sono presenti maestri orafi ed argentieri che plasmano le lamine ed usano il bulino per produrre orecchini, monili, collane, pendagli spesso rifacendosi ad antiche fogge e a nuove creazioni artistiche note in tutto il mondo. Tale arte si è innestata sulla produzione tradizionale che, un tempo, era finalizzata all’abbellimento e all’arricchimento dei costumi tradizionali e all’addobbo delle immagini sacre. Punti di eccellenza sono Crotone, San Giovanni in Fiore (CS), Rossano (CS), Taurianova (RC).

Il legno


Anche l’artigianato del legno in Calabria è dei più antichi ed illustri, sostenuto dalla ricchezza del legname silano e dalla maestria degli operatori, molto bravi nell’intagliare, scolpire, intarsiare, tornire. L’arte dell’intaglio, infatti, è espressione della cultura agreste, dove radici e pezzi di legno diventano utensili da cucina, sculture e utensili per la vita quotidiana, fino ad arrivare alla decorazione delle pipe. Buona anche la cantieristica, in proporzioni ridotte, che si è sviluppata nei paesi costieri. Centri di eccellenza i paesi ubicati nelle Serre e sulla Sila Greca, per la cosiddetta arte dei pastori, fatta di piccoli utensili quotidiani; Brognaturo (RC), dove si lavora ancora come un tempo la radica dell’Aspromonte per creare bellissime pipe da collezione; poi Castrolibero (CS), Cariati (CS), Rogliano (CS), Stalettì (CZ), Tiriolo (CZ), Palmi (RC), sono centri rinomati di artigianato artistico con specialisti in bassorilievi e sculture per le chiese; Santa Maria del Cedro (CS) e Serrastretta (CZ) per la produzione comune moderna riguardo a sedie, mortai, lunghi cucchiai e suppellettili.

La ceramica

ceramicaLa lavorazione della terracotta e la decorazione della ceramica sono arti tramandate dalla notte dei tempi, non a caso si conserva un eccelso artigianato di terrecotte smaltate a fuoco, con colori bianco latte e azzurro cielo, che si ispirano ai giochi cromatici del vasellame della Magna Graecia. Non sbagliamo se diciamo che la lavorazione della ceramica è la forma di artigianato più importante della regione in quanto soddisfa sia la funzione d’uso, sia quella artistica! La produzione riguarda dunque suppellettili e souvenir di varia natura dove gli artigiani sfoggiano il meglio del loro bagaglio tecnico ed estetico. Punti di eccellenza sono Bisignano (CS), Sibari (CS), Squillace (CZ), Locri (RC), Gerace (RC) Bagnara Calabra (RC). Discorso a parte bisogna fare per le botteghe artigiane di Seminara (RC) in quanto prediligono la creazione di oggetti che si rifanno alle forme simboliche della tradizione popolare: dalle maschere per scacciare la malasorte fino ai cosiddetti babbaluti, bottiglie antropomorfe decorate con volti dal ghigno ironico e diffidente.

La liuteria

liuteriaLa lavorazione degli strumenti musicali ha toccato, in piccoli centri come Bisignano, espressioni massime con generazione di liutai che sin dal ‘700 una stirpe di gente umile e operosa è cresciuta tra invenzioni generose ed utili, con l’estro sempre acceso da una fantasia inesauribile e costruiscono chitarre da concerto, mandolini, arpe, e soprattutto violini, uno dei quali si vuole sia stato persino acquistato da Giuseppe Verdi.

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